Che cosa è rimasto del congresso di Verona?

( Sottolineature, colori e grassetti sono nostri)

Panoramica doverosa. Osserva bene.. 

  • Don Luigi Ciotti, che è un grande amico personale di Bergoglio (con il quale si danno reciprocamente del tu) può dichiarare tranquillamente che il Congresso mondiale sulla Famiglia di Verona, di fine marzo 2019, è “una disgrazia” nonché “una vergogna” e ciò non scandalizza nessuno.
  • «Questo non è un congresso. È un’ammucchiata di persone che dicono baggianate». A dirlo è don Antonio Mazzi, prete veronese in prima linea nel recupero di tossicodipendenti. Ai microfoni del Tg Zero di Radio Capital, Don Mazzi non le manda a dire sul Congresso delle famiglie al via domani nella sua Verona. «Alcune cose che dicono sarebbero anche giuste, ma le dicono nel modo sbagliato. Le cose serie si devono fare in modo serio. Altrimenti rischiano di diventare banalità». https://www.vvox.it/2019/03/28/congresso-famiglie-don-mazzi-ammucchiata-per-dire-baggianate/
  • Il vescovo di Verona, monsignor Giuseppe Zenti, ha preso le distanze dal Congresso mondiale per la famiglia che si è svolto proprio nella sua diocesi. Intervistato da Repubblica, il vescovo ha deciso di andare fuori città nei giorni in cui si svolgeva l’evento: “Sono in montagna a celebrare una messa per persone autistiche”. Il giudizio del monsignore sul congresso è durissimo, ben più drastico di quanto già dichiarato da papa Francesco: “È un contenitore dove è entrato di tutto. In effetti qualcuno si è spinto un po’ troppo in là. Sono contrario alle spinte eversive, danneggiano la sostanza”. Zenti ha comunque partecipato al congresso partecipando alla giornata di apertura, durante la quale ha ribadito che esiste una sola famiglia, “padre, madre e figli”, e che “l’aborto è un delitto”. Ma sui partecipanti a quell’evento non usa mezzi termini: “Non abbiamo bisogno di talebani della famiglia. Abbiamo bisogno di testimoni, della famiglia”.https://www.liberoquotidiano.it/news/italia/13446199/congresso-della-famiglia-il-vescovo-di-verona-zenti-attacca-non-abbiamo-bisogno-di-talebani.html
  • Così pure, Famiglia Cristiana può dedicare una copertina ad anatemizzare il ministro Salvini, reo di aver dieciso la chiusura dei porti ai cosiddetti migranti, con la scritta Vade retro Salvini; ma se un sacerdote o un fedele laico esprimono, legittimamente, idee di segno opposto, riguardo alla famiglia o riguardo ai migranti, subito si scatena un fuoco di fila della Chiesa progressista e modernista, subito scattano i provvedimenti punitivi (vedi i francescani dell’Immacolata) o addirittura le scomuniche (vedi il caso di don Minutella). 
  • Il Papa dribbla il Congresso di Verona, ma riceve attivisti pro gay. Papa Francesco non si è occupato del Congresso mondiale delle famiglie, ma sta per ricevere in Vaticano una delegazione pro Lgbt. E si parla pure di un discorso storico sulla omosessualità che il Santo Padre terrà alla fine dell’udienza. Riguardo al discusso Congresso mondiale delle famiglie, si è limitato a dichiarare di non essersene occupato, aggiungendo di concordare sulla “sostanza”, ma non sulle “modalità”. Così come aveva fatto, qualche giorno prima, il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin. http://www.ilgiornale.it/news/cronache/papa-dribbla-congresso-verone-riceve-attivisti-pro-gay-1672125.html

La conclusione?..  Si impone da sè… 

Titolo originale: Il Congresso di Verona …ahinoi! Una grande sconfitta

Il grande rumore intorno al Congresso di Verona non può esimerci dal fare qualche riflessione. Prima però ci preme una doverosa premessa… anzi: due doverose premesse.

La prima è quella di ribadire la vicinanza umana ed ideale con tante organizzazioni che si sono prodigate nella realizzazione di un evento di questo tipo.

La seconda è l’ammirazione per il talento e la forza di poter organizzare un simile evento.  Talento e forza che- diciamolo francamente- non è da tutti.

Detto questo (e ci premeva dirlo in maniera ovviamente sincera), dobbiamo però prendere atto che (non certo per le intenzioni degli organizzatori) che questo evento sembra aver fallito e perfino essere stato -ahinoi!- controproducente. Torniamo a ripetere: lo diciamo ex-post (cioè dopo), senza la pretesa di dire “…lo avevamo detto prima.” Almeno noi – a riguardo- non avevamo detto proprio nulla. Constatiamo solo ora. Dicevamo: sul piano dell’immagine pubblica ci sembra che l’evento sia stato controproducente perché di fatto ha segnato la sconfitta di una battaglia, ovviamente di una buonissima battaglia.

Alla fine che cosa è rimasto nell’opinione pubblica di questo evento?

Non tanto il fatto che ci siano cattolici intransigenti che vogliono difendere la famiglia tradizionale, che sono contro l’aborto, il gender, l’utero in affitto e porcherie varie. Se fosse rimasto solo questo, sarebbe andata bene. No. L’immagine che è passata è che questi cattolici, da cui si dovrebbe prendere le distanze perché troppo duri e medievali, tutto sommato sui cosiddetti “diritti acquisiti” prendono atto che nulla si dovrebbe o potrebbe fare; perché forse su questi diritti (questa è l’immagine che gira per l’aria) anche loro sarebbero d’accordo, visto la varietà dei toni che si sono succeduti sul palco.

Ma non solo questo. Non prevedendo l’assalto mediatico che in maniera concentrica è stato fatto loro, molti degli organizzatori, sollecitati da giornalisti, si sono dovuti affannare a dire che il Congresso non sarebbe stato contro nulla e nessuno, ma solo propositivo. Che -diciamolo francamente- è come se una squadra di calcio dicesse: giochiamo per non fare goal. Un tentativo patetico, perché poi gli avversari che hanno manifestato a Verona, hanno manifestato contro e chi ha attaccato mediaticamente, ha attaccato contro. Ma poi è da sempre che insistiamo con il dire che il grande fallimento della pastorale cattolica contemporanea è proprio quello di voler affermare senza condannare… e poi ci affanniamo a fare lo stesso?

C’è stato qualcuno nel Congresso -o a latere non lo sappiamo- che ha affermato che la pratica omosessuale è un peccato che fa andare all’inferno. Ed anche in questo caso, sollecitati dai giornalisti, si è voluto prendere le distanze da una verità che, per quanto incomprensibile dal beotismo dominante, è sacrosanta. Capiamo che potrebbe essere sottaciuta senza direttamente affermarla per motivi prudenziali, ma, una volta che si viene interpellati sul punto, non si può in coscienza fare silenzio o prendere le distanze da una simile affermazione, altrimenti si dà scandalo, nel senso che chi ascolta può capire che finanche i cattolici “tosti” ormai non credono più che l’omosessualità sia un peccato che grida vendetta dinanzi a Dio.

Insomma, un grande pasticcio.

Alla fine cosa è rimasto?

1 – E’ rimasta la convinzione che i diritti acquisiti non si devono toccare.

2 – Che la 194 non si deve toccare.

3 – E che quello che si vuole è solo un maggiore spazio e un po’ più di riconoscimento giuridico per la famiglia tradizionale. Ben poca cosa!

Ovviamente speriamo di venire smentiti dai fatti prossimi futuri. E ribadiamo a scanso di equivoci: non vogliamo farci “maestrini” e dire “…lo avevamo detto“, perché non lo avevamo detto affatto!

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

http://itresentieri.it/


Papa Bergoglio ha detto?… Ma la Chiesa insegna…

https://vexillaregisblog.wordpress.com/2019/03/02/la-lista-nera-delle-eresie-di-papa-bergoglio/?fbclid=IwAR3ERmzL8IBYsWGwyKXif7uSXHzd3SWPvMI0sZjZX8bmK31XrFoNpR9Djio

 

Leggi, medita…diffondi!

 

 

 

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