Ecco chi muove i fili di Greta Thunberg

(Sottolineature,colori e grassetti sono nostri)

Ma credete davvero che una ragazzina paffuta di sedici anni abbia mosso il mondo, l’Onu, i governi, i media in questa “storica” giornata di mobilitazione planetaria per salvare la Terra? Ci voleva lei, coi suoi cartelli e slogan, per scoprire quelle emergenze planetarie? Ma si può davvero pensare che il pericolo per l’umanità siano la plastica, l’aumento della temperatura o i gas di scarico, e poi basta?  – Marcello Veneziani

(Fabio Sapettini)

L’esplosione del fenomeno Greta Thunberg ha lasciato attoniti gli osservatori più attenti che si domandano: chi muove i fili dietro la ragazzina svedese?

Cominciamo col spiegare chi è lei: Greta Thunberg, classe 2003, dal 20 agosto 2018 inizia la sua protesta di fronte il Parlamento di Stoccolma. Il suo slogan, scritto sul cartello che è solita tenere in mano, è: Skolstrejk för klimatet (Sciopero della scuola per il clima). A completare il quadro c’è inoltre la Sindrome di Asperger, malattia di cui Greta Thunberg è vittima, molto simile all’autismo ma con effetti e complicazioni meno gravi.

Ebbene, com’è possibile che una ragazzina come molte altre, che porta avanti una battaglia perlopiù legittima, sia diventata in poco tempo un fenomeno globale?

Basiamoci sui fatti, cominciamo col dire che Greta è figlia della celebre cantante Malena Ernman – che nel 2009 partecipò anche all’Eurovision. Sui social vanta una pagina facebook intorno ai 200.000 like. A distanza di soli quattro giorni dalla prima protesta (24 agosto 2018) pubblica un libro dal titolo Scenes from the Heart. Casualità fin troppo emblematica.

Non è finita, la strategia di marketing sarebbe fin troppo banale se fosse finalizzata alla promozione di un semplice libro da parte della madre. Capita quindi che alla giovane Greta Thunberg e alla celebre madre si affianchi anche un terzo personaggio: Ingmar Rentzhog, esperto di marketing e pubblicità.

Da quel che risulta Ingmar Rentzhog è proprietario della startup We Do not Have Time. Il 24 novembre 2018 l’esperto di marketing ha pensato bene di inserire la stessa Greta Thunberg nel board della società. Solo 3 giorni dopo la società ha lanciato una campagna di crowfunding che ha raccolto 2,8 milioni di Euro.

Verrebbe da pensare che la giovane Greta sia semplicemente una macchina da soldi nelle mani di persone molto esperte nel mondo degli affari. Purtroppo però c’è un ultimo particolare che riguarda Ingmar Rentzhog e che porta a facili conclusioni politiche e ideologiche. Ovvero che lo stesso guru del marketing, CEO and Founder della fortunata startup, è stato assunto come presidente del think tank Global Utmaningnel maggio del 2018. Fondatrice di questo laboratorio di pensiero è Kristina Persson, ex ministro socialdemocratico dello sviluppo strategico tra il 2014 e il 2016.

Le posizioni sostenute dal think tank esprimono la necessità di combattere i “nazionalismi” che stanno emergendo, a loro avviso, in Europa e nel Mondo.

Una volta ricostruito il quadro di chi muove i fili dietro la piccola Greta Thunberg e il suo punto di equilibrio tra gli interessi economici e l’impegno politico anti-sovranista, è lecito chiedersi quali saranno i prossimi sviluppi dell’ecologista svedese. A maggior ragione in prossimità delle elezioni europee.

Esito che ad oggi appare quanto mai scontato.

https://oltrelalinea.news/

(Fabio Sapettini)


Approfondimento

I burattinai di Greta e i signori del denaro

Chi è davvero Greta Thunberg? E’ sul serio la paladina dell’ambiente che i media descrivono? Chi agisce dietro di lei e con quali scopi? Ma soprattutto cosa causa davvero l’inquinamento e i cambiamenti climatici? Proviamo a dare qualche risposta


Spigolature dal web — 

1) ( A proposito di surriscaldamento…) Nei secoli precedenti la Piccola Età Glaciale, il clima era particolarmente caldo (definito Periodo Caldo Medievale), infatti, i Vichinghi poterono insediarsi in Islanda e successivamente una spedizione guidata da Eiríkur Rauði (Erik il Rosso, secondo le cronache danesi) sbarcò in Groenlandia, che era lussureggiante di vegetazione e vi si insediarono fondando numerose fattorie, le stesse che dovettero abbandonare secoli dopo per il protratto raffreddamento di cui ho fatto cenno. >> http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV2891_Martinotti-Doria_La_madre_dei_gretini.html

2) Lorsignori hanno condotto il pianeta sull’orlo di numerosi precipizi: l’inquinamento, lo sfruttamento sistematico delle risorse, la riduzione di milioni di esseri umani a strumenti, hanno nelle loro mani la gran parte delle risorse economiche e naturali, hanno reso tutti più poveri, precari, timorosi del futuro. Temono la rivolta sociale, si rendono conto che la corda è tesa oltre il massimo, sono terrorizzati dall’avanzata di nuove potenze economiche, sanno che il loro potere, per quanto immenso, è in pericolo. Lavorano per costruire una nuova generazione di servi che amino le catene, implorino una vita più austera, accettino un universo triste disinteressato a riprodurre se stesso, biologicamente e culturalmente. Nulla di meglio di una causa così bella, nobile e indiscutibile come la salvaguardia della terra dai cambiamenti climatici per riunire un esercito plaudente sin dalla più tenera età. Davvero incredibile come l’operazione riesca sempre: i più grandi piromani appiccano l’incendio, gridano al fuoco e li scambiamo per pompieri.>> http://www.accademianuovaitalia.it/index.php/contro-informazione/le-grandi-menzogne-editoriali/7385-la-maschera-greta

3) Salvate l’uomo, non solo la terra . Salvare la terra è un nobilissimo proposito, anche se suona velleitario declamarlo nelle piazze, o pretendere di farlo con una mattinata da passeggio in corteo. Ma si può davvero pensare che il pericolo per l’umanità siano la plastica, l’aumento della temperatura o i gas di scarico, e poi basta? Non pensate che altre tragedie planetarie si abbattano nel mondo, come lo sradicamento dei popoli, l’inebetimento dei giovani tramite i media, la diffusione della droga e dell’alcol, il collasso delle famiglie, degli stati e la decadenza delle società? Non pensate che il tema di salvare la terra debba inserirsi all’interno del più grande proposito di salvare l’uomo e l’umanità che è in lui? Così rivendicare il diritto al futuro, sacrosanta istanza, ha valore e coerenza se non si limita a salvare il futuro delle piante e delle piste ciclabili. Stiamo perdendo il futuro in ogni senso e direzione, non solo a livello d’ambiente: perdiamo il futuro perché noi italiani ed europei non facciamo più figli. Rischiamo di estinguerci per questo, prima che per le emissioni di anidride carbonica. Perdiamo il futuro perché abbiamo spezzato i ponti tra le generazioni, non facciamo più lunghi progetti, non abbiamo più un’idea del futuro e un orizzonte di aspettative, stiamo perdendo le identità. Avere una visione del mondo vuol dire non preoccuparsi solo di salvare l’aria, l’acqua e la terra, ma anche quegli altri elementi che sono importanti come l’aria, l’acqua e la terra, ossia le nostre radici, le nostre tradizioni, la nostra civiltà. >> http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV2890_Veneziani_Salvate_l-uomo_non_solo_la_terra.html

Leggi, medita.. diffondi…

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