È valida la nuova Messa ?

( Sottolineature,neretti e colori sono nostri. Alcune sezioni del testo originale sono state tagliate. Cliccare sopra il link in fondo alla pagina per leggerlo per intero)

Questo scritto è unicamente per chi ama la Verità, e verso di essa prova venerazione profonda poiché essa è il Pensiero di Dio in seno all’umanità.

S. Gregorio Magno (? 604) fece una codificazione del rito della Messa, il cui Canone risale secondo lui, a S. Pietro. Dopo questi primi secoli di edificazione della Chiesa, egli diede un corpo preciso e fisso al rito, in modo che contenesse tutta la fede cattolica riguardo al Sacrificio Propiziatorio. Mille anni dopo, circa, togliendo le aggiunte marginali avvenute durante i secoli, S. Pio V, in seguito alla Riforma protestante e al Concilio di Trento, diede alla stessa Messa di S. Gregorio Magno, una forma definitiva da valere per sempre e dovunque. Nella Bolla Quo Primum’, egli diede una forma dogmatica al rito da non cambiare più. Fu una autentica canonizzazione, cioè, promulgazione dogmatica. 

Da allora la Messa è considerata alla pari di un dogma di fede immutabile: passano le generazioni, passano i Papi, i sacerdoti, ma il monumento perfetto resta, umilmente e piamente usato per la promozione della Chiesa e la salvezza delle anime. Talmente perfetto è questo rito che il celebrante si annienta in esso, obbligato a rispettare parole e gesti sotto pena di peccato mortale (‘sub gravi’). 

Riti e parole sono come lo scrigno che contiene il diamante prezioso della Passione e Morte di Cristo, lo proteggono dalle polveri e dall’umano contagio.  Talmente intoccabile questo scrigno, che tutti dovevano celebrare addirittura in latino, anche i più remoti Asiatici. Talmente chiuso gelosamente questo scrigno, che non vi si poteva nemmeno introdurre il rito del battesimo o della cresima; era unicamente il Calvario rivissuto e contemplato, realtà chiusa in se stessa. 

La Messa Cattolica si limita alla Passione e Morte di Gesù, sacrificio propiziatorio reso presente sull’altare per comunicare ai presenti i benefici della Passione redentrice:

“Ogni volta che voi mangiate questo pane e bevete questo calice, annunziate lamorte del Signore.” (II Cor. 11,26) 

“Una e identica è la vittima; quello stesso che adesso si offre per ministero dei sacerdoti, si offrì allora sulla Croce; è diverso soltanto il modo di fare l’offerta.” (Conc. Trid. Sess. XXII, c.2) 

“Con il sacrificio della Messa, il supremo Sacrificio del Calvario viene rinnovato in modo ammirabile. Il sacrificio della Messa è vera e ammirabile rinnovazione della morte di Lui.”(Leone XIII: ‘Miræ caritatis’) 

“Questo Sacrificio della Croce viene continuato dal sacrificio eucaristico… Fu un divino consiglio del Redentore che il sacrificio una volta consumato sulla Croce, diventasse perpetuo ed eterno… Non solo similitudine vuota né memoria soltanto del sacrificio, ma la verità stessa, benché sia diversa la specie.” (Leone XIII: ‘ad Episcopos Scotiæ’) 

“Il sacrificio cruento della Croce viene rinnovato senza interruzione sui nostri altari in modo incruento.” (Pio XI: ‘Miserentissimus Redemptor’) 

“L’augusto Sacrificio dell’altare non è una pura e semplice commemorazione della passione e morte di Gesù Cristo, ma un vero e proprio sacrificio nel quale, immolandosi incruentamente, il Sommo Sacerdote fa ciò che fece una volta sulla Croce offrendo al Padre tutto se stesso, vittima graditissima.” “Il sacrificio eucaristico ripresenta e rinnova ogni giorno quello della Croce.” (Pio XII: ‘Mediator Dei’).

Da san Paolo quindi, a Pio XII, la Chiesa ha insegnato una sola cosa:

Il Sacrificio della Messa è essenzialmente ripresentazione e rinnovazione del Sacrificio della Croce. Valore dogmatico: Di fede divina e cattolica definita.

Indirizzato a Dio, il rito canonizzato non necessitava cambiamenti, come in Dio non ce ne sono. Questo rito ha sempre eccitato l’odio e la rabbia degli eretici, che hanno fatto pace con la Chiesa solo dopo che fu abolito.


La nuova Messa ( invece) ha una natura del tutto diversa:

«La cena del Signore o Messa, è la santa assemblea o riunione del popolo di Dio che si raduna insieme sotto la presidenza del sacerdote per celebrare il memoriale del Signore. Perciò, per quanto riguarda la riunione locale della santa Chiesa, vale in modo eminente la promessa di Cristo: “Là dove due o tre si trovano radunati nel mio nome, io mi trovo in mezzo a loro.” (Mt,18,20)». (Institutio generalis novus ordo missae) 

Essa nega

  1. la presenza reale,
  2. il sacrificio propiziatorio,
  3. il sacerdozio ministeriale

Fu creata con l’aiuto di sei teologi protestanti (cfr 3° lettera

La riforma liturgica ha fatto un notevole passo avanti e si è avvicinata alle forme liturgiche della Chiesa luterana.”(Osservatore Romano del 13 ottobre 1967). 

“Non vi è più alcuna giustificazione per le Chiese riformate, di proibire ai loro membri di assistere all’eucaristia in una chiesa cattolica.” (Roger Mehl , teologo e filosofo protestante, in Le Monde del 10 settembre 1970.) 

“Leggendo lo schema sulla liturgia e ascoltando il dibattito su di esso, non potevo fare a meno di pensare che se la Chiesa di Roma continuava a migliorare il Messale e il Breviario abbastanza a lungo, avrebbe un giorno inventato il “Book of Common Prayer.” (Vescovo anglicano J. Moorman

“Questo nuovo rito è perfettamente conforme alle nostre idee protestanti.” (Altro vescovo anglicano). 

“Possiamo adottare il nuovo rito perché la nozione di sacrificio è per nulla chiaramente affermata.”(Fratel Roger Schutz, di Taizé

“Noi stimiamo che nelle circostanze presenti, la fedeltà al Vangelo e alla nostra tradizione non ci permette più di opporci alla partecipazione dei fedeli della nostra Chiesa a una celebrazione eucaristica nella Chiesa cattolica e la ragione delle convergenze teologiche presenti, molti ostacoli che avrebbero potuto impedire a un protestante di partecipare alla sua celebrazione eucaristica, sembrano in via di estinzione. Dovrebbe essere possibile oggi a un protestante, di riconoscere nella celebrazione eucaristica, la Cena istituita dal Signore.”(Concistorio Superiore della Chiesa della Confessione di Augsbourg d’Alsazia e Lorena, 8 dicembre 1973).

Dopo aver assistito a questa ‘Messa normativa’, i vescovi cattolici in maggioranza, la rifiutarono.  Fu imposta lo stesso! Anche se Paolo VI aveva risposto alla domanda del Cardinale Hennan (inglese): “Non è mia intenzione di proibire assolutamente la Messa tridentina.”

Qualcuno dice che anche se la Messa è fatta da protestanti, detta anche dai protestanti, tuttavia i sacerdoti cattolici essendo ministri consacrati hanno il potere di consacrare.  

Mi sanno dire se Lutero, perché sacerdote, o Thomas Cranmer, perché vescovo, hanno consacrato validamente fino alla morte, anche con il loro rito riformato e le loro nuove idee?  

Tutti i vescovi inglesi erano consacrati e dicevano Messa.

Seguendo la Riforma di Enrico VIII, ad eccezione di san Giovanni Fisher, decapitato ( ? 1535), cosa diventò la loro messa con il ‘Book of Common Prayer’?  

Ora, se era invalida la loro messa riformata benché fossero vescovi autentici, non si capisce perché dovrebbe esserlo invece la medesima, cinque secoli dopo, con il solo pretesto che oggi la celebra tutto l’orbe cattolico? 

Nel 1971, sacerdoti anglicani convertiti al cattolicesimo, scrissero a Paolo VI per chiedere cosa fare con la nuova messa, rito identico a quello anglicano che avevano abiurato. Gli fu dato oralmente il permesso (indulto) per il rito tridentino.Per quelli che usano il nuovo rito con sincerità e per strana ubbidienza, bisogna fare delle precisazioni.  

Il rito cattolico operava la transustanziazione ex opere operato cioè automaticamente per opera divina (esempio: i miracoli eucaristici di Lanciano e Bolsena dove l’Ostia si è cambiata in carne tra le mani di sacerdoti che non ci credevano).  

Si potrebbe dire che il rito riformato opera la transustanziazione ex opere operantis cioè secondo la fede del ‘presidente’? E questi nell’officiare la Messa crede ciò che ha sempre creduto la Chiesa cattolica o crede ciò che crede la Chiesa conciliare? 

La cosa che dei problemi: dobbiamo fargli fare un esame di catechismo prima di ogni Messa? Dobbiamo cercare un ‘presidente’ di fede sicura per la Messa domenicale, sicuri che malgrado un rito alterato, egli agisce secondo la fede cattolica?

Quando si entra in chiesa, la domenica, non si sa mai a che cosa si va incontro. E pensare che molti ‘presidenti’ fanno sul serio, si sforzano di pregare, di fare qualcosa di valido, di dare vita al vuoto insomma! 

È chiaro che non  si può pretendere dai fedeli la soluzione di questi problemi: o accettano passivamente e diventano eretici o se ne vanno scocciati.  

La nuova messa, con il nuovo dogma della creatività, è in realtà un antidogma: il presidente si crea di volta in volta, il suo rito. Ciò che alcuni conservatori chiamano anarchia liturgica, è al contrario, semplice coerenza con l’antidogma della creatività.

La creatività è l’anti ‘Quo Primum’, il deragliamento dal binario cattolico.

Nella nuova messa, ci si può legittimamente ficcare di tutto, fuorché ciò che assomiglia alla Messa cattolica: ogni spettacolo di varietà è lecito, ma non si accenni al Sangue, alla crocifissione, al peccato, alla conversione, al giudizio, all’inferno! 

Sfilata di moda

Donna a torso nudo che fa le letture sul palco in Nuova Guinea (8 maggio 1984) per la messa del Papa, neri torso nudo che eseguono danze africane in San Pietro, messe sulla spiaggia. E poi l’abbigliamento attuale per le feste e i sacramenti. Vi immaginate questi spettacoli nella sacra liturgia ortodossa?  Ora, i missionari hanno sempre detto che uno dei primi effetti del cristianesimo in terra di missione è appunto il pudore, l’igiene. Si vede che invece, i missionari di oggi praticano l’inculturazione liturgica integrale. (In Nuova Guinea, appunto, dato che il maiale è l’unico animale di allevamento e che non conoscono le pecore, indovinate con quale animale hanno tradotto l’Ecce Agnus Dei ?) “Voglio che le donne si abbiglino in modo decoroso, con verecondia e modestia.”(IITim 2,9).

Esposizione di generi alimentari

Che altro sono le processioni delle offerte? Che c’entra la bottiglia di cognac o le banane, con il sacrificio della Croce?

Balli e divertimenti

Nacchere, chitarre, battimani, urla, canzonette sentimentali. Questo sarebbe un modo di presenziare alla Passione di Cristo? La Madre Dolorosa ballava sul Calvario,mentre si operava la nostra Redenzione? Urlava forse: è domenica, è festa, festa, festa e altre idiozie?

Concelebrazione con laici,

uomini e donne, sposi, ecc.  

Esorcismi e guarigioni

carismatici che hanno ricevuto uno spirito supplementare, dopo la cresima e anche l’ordine sacro! Quale spirito? Quali liberazioni? Quali guarigioni? Fatte da chi? Sapevo che solo il Vescovo è depositario e dispensatore dello Spirito Santo.

Riti specifici per gruppi ecclesiali di cristiani di élite ghettizzati.

Non si tratta di anarchia ancora una volta, ma di coerenza con una realtà inesistente, chiamata creatività, cioè un perpetuo divenire fumoso da inventare, dogma centrale della riforma. 

Troppa è l’assenza del Calvario, perché si possa ancora parlare di Messa. Tutti i Riformati sono d’accordo su questo punto: li abbiamo raggiunti, dopo quattro secoli. Scusate il ritardo! A spiegare questo strano smarrimento liturgico e lo snaturamento della Messa, si sono fatto strada due opinioni ecclesiali. Oltre all’eresia manifesta della definizione e del rito che le corrisponde, come lo affermano i protestanti competenti, la nuova messa, per quelli che persistono a chiamarla cattolica, si divide in due correnti: 

1-La Messa è il memoriale del mistero pasquale: passione, morte e risurrezione di Cristo. Si finisce con la risurrezione quindi, e allora tutto è festa: la Messa, la Via Crucis, la vita cristiana. Donde la baldoria liturgica.  

2-La Messa è il memoriale dell’ultima cena (protestantesimo): 
-quindi fratellanza e festa nello stare insieme. 
-si fa la comunione, seduti, in mano, sotto le specie del pane e del vino per significare un vero pasto, dopo di ché, ci saranno pure dei rinfreschi nelle comunità più elaborate, per completare ‘l’agapè’ fraterna. 

Tutte e due le teorie negando l’essenza della Messa, non la celebrano.

Riguardo alla comunione, la Chiesa Cattolica afferma che la distribuzione del corpo di Cristo spetta al sacerdote per tre motivi: 

a) Perché è lui che consacra tenendo il posto di Cristo. Ora è Cristo stesso, cosi come ha consacrato il suo corpo alla Cena, che  lo ha dato agli altri da mangiare. Quindi, cosi come la consacrazione del corpo di Cristo appartiene al sacerdote, cosi a lui  ne appartiene la dispensazione. 

b) Perché il sacerdote è stabilito intermediario tra Dio e il popolo. Di conseguenza, così come a lui appartiene offrire a Dio i  doni del popolo, allo stesso modo a lui spetta dare al popolo i doni santificati da Dio. 

c) Perché, per rispetto verso questo sacramento che non è toccato da nulla che non sia consacrato… le mani del sacerdote sono  consacrate per toccare questo sacramento. Così nessuno ha diritto di toccarlo. (S.Th. Q.82 a.3)

“Per ricevere sacramentalmente la comunione, è sempre stata tradizione della Chiesa di Dio che i laici la ricevessero dai sacerdoti. Quest’uso deve a buon diritto e con ragione essere conservato in quanto deriva dalla Tradizione Apostolica.” (Conc.Trid. Sess. XIII, c.8) 

“Il comunicando, tenendo il piattino sotto la bocca, riceve il sacramento” [in bocca quindi]. (Nuovo Messale Romano, a.117) 

Il fedele di fronte a tanta incoerenza tra gli scritti e la pratica, non può che concepire indifferenza nei riguardi delle leggi ecclesiastiche liturgiche e non liturgiche.

E a questo punto, arriviamo ad un’altra opinione ecclesiale del nuovo Magistero, che spiega tanti cambiamenti:

Siamo usciti dalla terra d’Egitto, terra di sicurezza, di vitto e alloggio, ma anche di schiavitù. Stiamo anche ritornando dall’esilio di Babilonia verso la Terra Promessa. Vale a dire: abbiamo abbandonato le novene, quarantore, processioni, sacramentalizzazione, catechismo di san Pio X, ecc… e dopo la traversata del deserto, si prospetta davanti a noi la terra promessa della libertà, della novità, della maturità. 

(…) C’è solo da piangere sulla Sposa di Cristo raminga e profanata. L’unica soluzione sarà per forza di guarirci dalla Chiesa conciliare per ripristinare la Chiesa Cattolica. 

(…)“L’Anticristo cercherà di abolire e abolirà realmente il Santo Sacrificio dell’Altare, in punizione dei peccati degli uomini” (Sant’ Alfonso M. de Liguori)

Conclusione:  

Molti esperti dicono che non abbiamo ancora iniziato l’attuazione di Vaticano II e della riforma liturgica. In questa prospettiva, significa certamente che non abbiamo ancora distrutto del tutto la Chiesa cattolica.

Allora, che cos’è la Chiesa conciliare

A cominciare dalla liturgia dalla quale dipende la dottrina, la morale, la spiritualità, la Chiesa conciliare è soltanto un fumo mefitico (o di Satana come diceva Paolo VI, mentre lui stesso accendeva il fuoco) che è entrato nei polmoni di uomini della Chiesa cattolica e li ha mortalmente intossicati.Di per sé, essa non esiste, come non esisterebbe la malattia se non ci fossero gli ammalati. Esiste quindi in quanto creata da questi uomini di Chiesa intossicati, esiste in quanto malattia della Chiesa cattolica.

Di ch’è poi, ammalata? 

  1. – di mondialismo, mentre la Chiesa cattolica è tutta orientata a Dio, la Chiesa conciliare vuole piacere al mondo e al suo  principe. 
  2.  – di solidarismo e di pacifismo in quanto società di beneficenza umanitaria come l’ONU, l’UNESCO, la FAO…, mentre la Chiesa cattolica è tutta rivolta all’adorazione e alla costruzione del Regno di Dio. 
  3.  – di promozione e dignità umana, mentre la Chiesa cattolica si occupa della dignità di Dio, della redenzione, dell’eternità. 
  4.  – di ecumenismo per fondare l’ORU sunnominata, mentre la Chiesa cattolica è l’unica Arca di salvezza, è l’unica Chiesa di  Cristo, l’unica vera religione rivelata, non inventata. 
  5.  – di pentitismo: mentre chiede perdono per i peccati della Chiesa cattolica da lei rinnegata (e si vede che chi ha chiesto  perdono, non ha mai avuto vere informazioni), la Chiesa conciliare non chiede mai perdono per i propri tradimenti della  fede (famosi teologi eretici, catechismi eretici, moralisti depravati, riviste cattoliche scandalose), tradimenti dei martiri fedeli alla Sede di Pietro con la Ostpolitik (credendo all’eternità del comunismo, facevano alleanza con i regimi atei per salvare la propria pelle!), tradimento del popolo cristiano con un nuovo cristianesimo senza croce, senza peccato, senza inferno, tutto terreno.

Rev. Padre Louis Demornex 

(…) http://www.unavox.it/doc65.htm

Ritorniamo alla Tradizione

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