Buona fine, buon inizio. Ma che c’è da festeggiare a Capodanno?

di Paolo Deotto

In questi ultimi giorni dell’anno sono d’obbligo i “bilanci”. Che ha fatto il governo Gentiloni? Quale parte ha avuto il Quirinale? C’è stata o no la ripresa? Eccetera. E, ovviamente, le previsioni: chi vincerà le elezioni? Il Cavaliere? Grillo? Salvini? Ma Renzi e il PD sono davvero spacciati? Eccetera.Insomma, si parla di tante cose, tralasciando con cura le poche cose essenziali. E si cerca di formulare previsioni per il nuovo anno, ma poiché si tralasciano le poche cose essenziali, la previsione è subito fatta: il 2018 sarà disastroso, come il 2017, il 2016, il 2015… e così via andando a ritroso per tanti, tanti anni.

Sono le quattro scialbe figure della nostra “politica” che potranno avere qualche peso nel nostro futuro? Ma suvvia, siamo seri. Nella tragicomica festa della mediocrità, che ha elevato a importanti cariche tante mezze calzette che in altri tempi avrebbero dovuto fare lo straordinario sacrificio di trovarsi un lavoro per campare, cosa possiamo trovare di valido e serio? Nulla. Guardate anche solo le espressioni dei vari Grasso, Boldrini, il mummificato sorriso di Mattarella, il vuoto totale che traspare da un Renzi, la tragedia di chi non sa accettare la vecchiaia, che rende patetico un Berlusconi. E potremmo andare avanti a lungo, parlando di un parlamento e di un governo che fanno rimpiangere i solidi lestofanti di un tempo: lestofanti, ma almeno dotati di personalità e intelligenza. Un Togliatti o un De Gasperi diventano dei giganti, al confronto con questa corte dei miracoli.Ben altre figure e ben altre cose potranno rendere sereno, o definitivamente tragico, il nostro futuro.

Un anno finisce. Bene. Che accadrà nel 2018? Non ci vuole la sfera di cristallo per saperlo. Continuerà il cammino verso la distruzione, se non si cambierà, completamente, rotta. Continuerà il cammino verso la distruzione perché sempre più, giorno per giorno, la società che un tempo si definiva “civile”, ha oltraggiato e oltraggia Dio, non solo nei suoi comportamenti, ma anche nelle sue leggi, elevando così a norma giuridica una serie di schifezze che hanno via via eroso le fondamenta della civiltà. La quale civiltà, ce lo dimostra la Storia, che sarebbe maestra di vita, ma ha dei pessimi allievi, o è cristiana o non è civiltà. Abbiamo iniziato, ormai tanti anni fa, con il divorzio, poi è arrivato l’aborto, poi è arrivata la fecondazione artificiale, le unioni civili (ovvero, il “matrimonio” tra invertiti), l’eutanasia col nome di “Dat”. Nel frattempo l’omosessualizzazione della società è andata avanti con protervia. Intanto i responsabili dello Stato – che come tali avrebbero la gravissima responsabilità di lavorare per il bene dei cittadini – hanno svenduto la sovranità, hanno eseguito gli ordini dei briganti che hanno il pallino in mano, operando scientemente per impoverire il popolo. Ormai in tutte le sue espressioni questa società è morta e sepolta. Non si può dimenticare Dio, oltraggiarlo ogni giorno, e poi non pagarne le conseguenze. Ergo, che ce ne frega di cosa ha fatto il governo Gentiloni? Che ce ne frega di cosa farà il prossimo governo?

Finché non si cambia rotta, ammesso e non concesso che ciò sia ancora possibile, si continuerà a camminare verso la distruzione. Cos’è accaduto nel 2017? Cerchiamo di ricordare che anche quest’anno l’Italia ha continuato ad assassinare i suoi figli. Circa centomila aborti, oltre a quelli, impossibili da rilevare, ottenuti con mezzi chimici. Cos’è accaduto nel 2017? Si è introdotta l’eutanasia, comunque si voglia chiamarla, nella nostra legislazione. Si è continuato ad esaltare il ripugnante peccato dell’omosessualità, istituzionalizzando la corruzione dei giovani fin dalla più tenera età, nella scuola. E potremmo andare avanti nella galleria degli orrori, ma scriverei cose che i nostri lettori conoscono benissimo.

Il demonio si è impadronito delle leve del potere e le tiene saldamente in mano, validamente coadiuvato da Roma e dalla singolare azienda che si è installata nella Città del Vaticano. È quindi perfettamente inutile fare previsioni (e auguri) per il nuovo anno.
Finché non ci sarà un politico e/o un ecclesiastico che avrà il coraggio di dire “Signori, qui è tutto da ripulire. Aboliamo le sciagurate normative che oltraggiano il Sacro Cuore di Gesù, torniamo a essere un popolo cristiano, che segue la Dottrina e la morale cristiana”, il cammino verso la distruzione non cambierà.

Quindi per il nuovo anno, mi sento di fare un solo augurio: che ognuno di noi resti saldo nella Fede. Vedremo ancora tanti disastri e la polverizzazione della civiltà, già a buon punto, andrà avanti. Restiamo saldi nella Fede, conserviamo quel seme di cui tante volte si è parlato, non facciamoci confondere dalle sirene del modernismo, del buonismo cretino e criminale, dell’eresia patrocinata sfacciatamente dagli stessi pastori che dovrebbero guidarci verso la salvezza. Quel seme andrà di nuovo messo nella terra e al tempo dovuto darà i frutti.Tutto il resto è inganno, è la vigliaccheria del “politicamente corretto” per essere graditi al mondo. E sappiamo bene di chi è il principe di questo mondo.   Articolo pubblicato sul sito Riscossa Cristiana

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